Tornano a crescere i prezzi del legno in Europa e, dopo anni di grande disponibilità di materia prima, comincia a prospettarsi una carenza di legname tagliato, che sta creando tensioni sui listini, con aumenti fino al 15-18% sui segati di abete tra gennaio 2025 e gennaio 2026 e ricadute già sensibili sui settori produttivi a valle dell’industria del legno, a cominciare dagli imballaggi – prodotto strategico per la logistica di ogni settore industriale – e dai pannelli, elementi base per le produzioni dell’arredamento e dell’edilizia.
Il campanello d’allarme arriva dall’analisi dell’Indice prezzi di FederlegnoArredo, sviluppato in collaborazione con Fondazione Edison, che monitora mensilmente l’andamento dei valori al commercio di tre categorie di prodotto: segati abete, legno lamellare e pannelli Osb. Prezzi determinati, di fatto, dalle importazioni dato che, come noto, l’80% del legno trasformato dalle imprese italiane per le loro produzioni proviene dall’estero, in particolare da Germania, Austria e Slovenia.
Ebbene, le società forestali tedesche e austriache hanno ridotto drasticamente i tagli e questo sta facendo lievitare i prezzi dei cascami (segatura, cippato, tavole ecc.) e sta inoltre generando scarsità di materia prima per i produttori di pannelli e imballaggi, come spiega Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli.







