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16 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:00

Il 30 settembre scorso è scaduto l’ultimo giorno utile per aderire al concordato preventivo biennale presentato nel 2024 dal governo Meloni e dal viceministro per l’Economia Maurizio Leo. Si tratta, se si vuole uscire dalla demagogia salviniana, di un condono neppure tanto mascherato, che il Sole 24 ore definì “Fuga dalle tasse”. Nel gergo governativo lo chiamano accordo con il governo ma nella sostanza è un elusione fiscale concordata che ha consentito a migliaia di lavoratori autonomi di pagare le tasse non in base ai guadagni effettivi ma in base a una proposta fatta dall’Agenzia delle Entrate al fine di fare emergere redditi in nero. Dunque un condono concordato.

Il viceministro Leo alla fine del biennio si è detto soddisfatto degli 1,6 miliardi entrati nelle casse dello Stato ma non ci ha detto quanti ne sarebbero entrati se lo Stato avesse preteso dagli evasori dichiarati il dovuto. Visto che il governo nelle dichiarazioni ufficiali parla a vanvera di riduzione delle tasse vale la pena entrare nei meandri più oscuri di questa giungla fiscale italiana e del suo criptico linguaggio per capire cosa si nasconde dietro quelle due paroline che tanto piacciono alla Lega di Matteo Salvini e al viceministro (meloniano doc) Leo, regista della cosiddetta riforma fiscale.