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Così i termini tradizionali come "tregua" e "genocidio" risultano ormai impropri

La pace sulle parole attenderà ancora a lungo. "Non si ha più il senso delle parole che si usano" ha detto Giorgia Meloni dopo la denuncia per concorso in genocidio fatta da oltre cinquanta tra avvocati, attori, docenti universitari e politici. Anche nei talkshow e nei cortei, su Gaza e dintorni, volano espressioni altisonanti un po' a caso. Qui di seguito un glossario che più minimo non si può.

Quella tra Israele e Hamas non è propriamente una pace, perché la pace fa seguito a un trattato di pace tra nazioni, non tra una nazione e un gruppo terrorista. Quella tra Israele e Gaza, sul piano politico, è un'intesa tra una democrazia e un regime fondamentalista, sul piano giuridico invece è un'intesa tra uno Stato sovrano e un'organizzazione terrorista, mentre sul piano morale è un compromesso tra chi deve difendersi e chi vive della guerra. Su un piano paradossale, ancora, è un accordo tra un potenziale criminale internazionale e un gruppo terrorista. Ricordiamo che a suggellare la teorica pace, a Sharm el-Sheikh, non c'erano né Benjamin Netanyahu né un rappresentante di Hamas.