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Il tempo scorre fra proposte e controproposte. Ognuno spera nel cedimento del nemico. Il rischio escalation

Una guerra di logoramento. Anzi, meglio: una fragile tregua di logoramento. A questo stiamo assistendo fra Stati Uniti e Iran, da quell'8 aprile in cui è stato concordato un cessate il fuoco temporaneo fra le due parti, in attesa di uno stop permanente al conflitto. Usa e Israele hanno interrotto i raid aerei su larga scala contro la Repubblica islamica, mentre le trattative proseguono fra provocazioni e sequestri di navi, in un rimpallo di proposte e controproposte con cui Teheran non chiude la porta ai negoziati, continua a prendere tempo e a giocare sul tempo, cercando di spostare il focus delle trattative: dal nucleare allo stretto di Hormuz, dalla fine del conflitto fra Washington e Teheran alla fine della guerra nell'intera regione (anche contro i proxy che l'Iran sostiene e foraggia, a cominciare da Hezbollah in Libano fino a Hamas e agli Houthi).