Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Per la pace più che la vittoria è essenziale la sconfitta, affinché tutti accettino la narrazione unica del vincitore come base comune da cui ripartire

La stampa mainstream declassa questi accordi perché non li sopporta. Avrebbe voluto che Israele ne uscisse bacchettata per la strage; che a procurarli non fosse Trump, lo "sceriffo di Washington" come lo sbeffeggiano offendendo il popolo americano che adora gli sceriffi; che riconoscessero di più se non a Hamas, ma qualcuno e qualcuna pure a quei criminali, almeno ai palestinesi, di cui invece non importa a nessuno, men che meno agli arabi che li hanno sempre e solo usati come carne da cannone. Soprattutto non sopportano che a mettere tutti d'accordo sia stato il denaro, la convenienza economica, dalla ricostruzione ai due giacimenti di gas davanti a Gaza fino agli Accordi di Abramo, che i mandanti di Hamas hanno sabotato e che invece si sono rivelati resistenti, più della fede e delle ideologie. Scrivono con orrore che il capitalismo ha vinto sui diritti delle genti. Non accettano, a 36 anni dal crollo del Muro, che il diritto delle genti sia quel benessere di cui essi già godono, che il popolo non esista per sostenere le ideologie dei benpensanti ma per migliorare la vita propria e dei loro figli, che a dirla tutta "il popolo" manco esista e ad esistere siano piuttosto le persone, portatrici di individualità e diritto a una vita libera.