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Una grande rivoluzione è in corso in Medio Oriente, quella che deve mattere fine alla storia del maggiore organizzatore, finanziatore del terrorismo jihadista che avvelena il mondo

Forse domenica i bambini israeliani, su e giù nei rifugi in queste due settimane, torneranno a scuola nelle zone meno pericolose, paradossalmente nelle vicinanze di Gaza. Quella zona ormai è ripulita dal rischio, durato decenni, dei missili di Hamas che, uno dei proxy di Teheran, aveva fatto dei bombardamenti una costante della vita della zona, un prodromo del 7 ottobre 2023 per distruggere lo Stato Ebraico: Hamas adesso non spara più, e anche gli Houthi non si sentono; invece ferve lo scontro con gli Hezbollah e Israele affronta anche questo pericolo per lasciar vivere in pace la gente che sul confine nord non dorme da decenni, tormentata su incarico iraniano.

Una grande rivoluzione è in corso in Medio Oriente, quella che deve mattere fine alla storia del maggiore organizzatore, finanziatore del terrorismo jihadista che avvelena il mondo; un regime orribile, come ha detto Trump. Trump, dunque, dice che la guerra va bene, il regime è schiacciato, e si dovrebbe concludere presto. Vuol dire che una guerra, quando finisce non si sa mai di preciso, si combatte e si va fino in fondo. Ma chi lo sente chiosa, interpreta, scrive che 1) annuncia la sua uscita da un guaio; 2) pianterà lì Israele da solo; 3) dice cose opposte e questo significa che è confuso o che non ha una strategia; 4) ha capito che il regime è troppo forte; 5) sceglie il petrolio sulla vita della povera gente oppressa. Quanto a Netanyahu l'accusa è semplice: imperialismo guerrafondaio. Due dittatori fanno guerra a un regime con cui si poteva anche fare un accordo e che è ancora forte. Ma non è vero: il regime è indebolito dalle enormi perdite di leadership e di strutture, il suo controllo del Golfo è fasullo, i suoi gerarchi sopravvissuti vivono sottoterra. Il regime, comprese le Guardie della Rivoluzione decimate, ha eletto il figlio disconosciuto da Khamenei, e mezzo morto. Ma ci vuole pazienza e dedizione per capire, e non antisemitismo e antiamericanismo.