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Persino i palestinesi condannano i raid sul Golfo. E adesso si muove anche l'Europa
Sarebbe da ridere se non fosse pane fresco e molto nutriente per il pensiero: l'Autorità palestinese ha condannato l'Iran "per l'attacco a diversi Paesi arabi" come dice citandoli tutti. "Per stupidità o per malizia hanno attaccato i loro amici arabi che si opponevano alla guerra" ha detto Abu Mazen e ha chiesto un incontro che ricompatti il mondo islamico. Questo, parlando di vecchi amici da cui sono venuti miliardi e il massimo sostegno conto lo Stato d'Israele. Ma non è stupidità iraniana. È illusione, vanità, eccitazione religiosa, è uno sbaglio strategico legato al non capire che il mondo sta cambiando alle fondamenta, quello per cui l'Iran ha attaccato non solo i Paesi arabi che ospitano basi Usa o Cipro, un pezzo dell'Europa ritenuta un attore debole e stanco, dove ha invece ora suscitato l'ira inglese, per cui ha fatto innervosire fino alla promessa di una partecipazione eventuale alla guerra contro gli ayatollah anche la Francia, colpita nelle sue navi che finora, col resto dell'Europa sostanzialmente antiameriacana e antisraeliana, seguitava con Onu e Ue ad allarmarsi per un eventuale allargamento dello scontro; la prepotenza iraniana ha suscitato anche nella cauta Germania uno spirito di difesa.






