BOLOGNA – Sarà destinata ai viaggi della memoria delle scolaresche nei campi di concentramento l’eredità di Armando Gasiani, il partigiano Bolero, deportato a Mauthausen nel gennaio 1945 e morto a 94 anni nel 2021. Si tratta di oltre centomila euro che saranno utilizzati, racconta l’Anpi di Bologna, proprio per portare gli studenti a vedere i luoghi dello sterminio. “Una decisione presa – spiega la presidente dei Partigiani di Bologna, Anna Cocchi – non solo per onorare la memoria del nostro caro Armando, ma anche per dare un chiaro segnale politico a chi, con importanti responsabilità di governo, ritiene che si tratti solo di gite e che la storia possa essere riscritta negando l’evidenza dei fatti”. Il riferimento è alla ministra Eugenia Roccella. "Di fronte a troppi tentativi di riscrittura della storia vedere e toccare in prima persona, emozionarsi e commuoversi, può far comprendere ai più giovani cosa è stato l’orrore e cosa abbia comportato la nefasta ideologia di morte nazifascista”.
Chi era il partigiano Bolero, che raccontò solo dopo “La vita è bella”
Armando Gasiani è stato l’ultimo partigiano di Anzola dell’Emilia. Originario di Castello di Serravalle (Valsamoggia), a diciassette anni si unì alla Resistenza assieme al fratello Serafino, ma fu rastrellato il 5 dicembre 1944 proprio ad Anzola e condannato alla deportazione a Mauthausen-Gusen. Vi arrivò il 15 gennaio 1945. Il fratello Serafino non fece mai ritorno a casa perché morì di tubercolosi nell’ospedale di Linz poco dopo la deportazione. Armando poté riabbracciare i suoi cari, ma i suoi racconti del lager furono qualcosa di incredibile per chi gli stava attorno. Così, come tanti deportati, Gasiani si chiuse in un silenzio che resistette per cinquant’anni. Fino a quando vide in un cinema il capolavoro di Benigni: “Ho detto, finalmente al mondo c’è uno che ha detto la verità senza provocare delle fratture”. Gasiani cominciò così a incontrare i giovani nelle scuole, a raccontare il suo vissuto, impegnandosi nell’Anpi e nell’Aned senza risparmiare energie.







