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Ultimo aggiornamento: 11:57

“Con l’eredità che ci ha lasciato il partigiano Armando Gasiani finanzieremo viaggi studio per le scolaresche nei campi di concentramento e sterminio. E che nessuno si permetta di chiamarle gite”. A parlare a Ilfattoquotidiano.it è la presidente dell’Anpi di Bologna Anna Cocchi che in questi giorni ha annunciato che l’ex deportato a Mauthausen, morto nel 2021, ha donato oltre cento mila euro all’associazione bolognese, di cui ha fatto parte dal 1945.

Una sorpresa per Cocchi che è stata vicina ad Armando fino agli ultimi giorni della sua esistenza, trascorsa alla casa di riposo di Crespellano dove fino alla fine in tanti andavano ad incontrarlo. “Non mi ha mai detto delle sue intenzioni di lasciarsi questo lascito, neanche lo potevamo immaginare. È la prima volta che accade e siamo decisamente felici. I soldi sono arrivati nelle nostre casse dopo tutti i passaggi burocratici necessari”, rivela Cocchi. “Immediatamente ho pensato di investirli per finanziare i viaggi della Memoria, per portare i ragazzi a vedere i luoghi dove avvenne lo sterminio proprio come faceva lui”.

Una notizia data in concomitanza alle polemiche sorte la scorsa settimana dopo le parole della ministra per la famiglia Eugenia Roccella che ha definito “gite” le esperienze organizzate dalle scuole e non solo, ad Auschwitz: “Vogliano dare un chiaro segnale politico a chi, con importanti responsabilità di governo, ritiene che si tratti solo di gite e che la storia possa essere riscritta negando l’evidenza dei fatti. Di fronte a troppi tentativi di riscrittura della storia vedere e toccare in prima persona, emozionarsi e commuoversi, può far comprendere ai più giovani cosa è stato l’orrore e cosa abbia comportato la nefasta ideologia di morte nazifascista”.