Le nuove regole svizzere sui vagoni merci, la cui attuazione è stata prorogata al 31 dicembre 2026 dopo che in un primo momento l’Ufficio federale dei trasporti elvetico ne aveva annunciato l’applicazione con effetto immediato e i maxi-lavori sulla rete ferroviaria in Germania, con interruzioni totali del traffico di almeno cinque mesi su 40 tratte nel periodo tra il 2026 e il 2032, spaventano le imprese italiane del trasporto ferroviario delle merci. E con esse, le filiere industriali che si affidano a questa modalità di trasporto per raggiungere i mercati internazionali. La nuova normativa svizzera sui carri merci, in particolare, è considerata troppo rigida e penalizzante per molte imprese.

Per queste ragioni, gli attori del cargo ferroviario parlano apertamente di «rischio paralisi per la logistica su ferro» e di «export italiano in pericolo», proprio nel momento in cui l’Europa chiede di accelerare il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia per garantire un maggior rispetto dell’ambiente. Ma la tempesta che sta interessando il trasporto ferroviario merci europeo, fatta di interruzioni annunciate, normative inadeguate e scarso coordinamento tra i Paesi, rallenta la svolta sostenibile e colpisce l’economia.