VITTORIO VENETO - Non ci sarà: né come candidato presidente, né come candidato consigliere. Gianantonio Da Re, ex sindaco di Vittorio, prima uomo simbolo della Lega poi reietto e cacciato per aver criticato più che aspramente Matteo Salvini senza averne mai condiviso la linea politica, è stato escluso dalla lista della Liga Veneta Repubblica. E per un motivo chiaro, che magari i vertici indipendentisti non dicono ufficialmente ma hanno certificato nei fatti: per essere ammessi nella grande coalizione del centrodestra, la Liga ha dovuto cedere alla condizione posta da Lega. Ovvero rinunciare a Da Re, a non metterlo nemmeno in lista. E questo è avvenuto. Nemmeno da dire che l'ex segretario provinciale e poi regionale del Carroccio l'ha presa male. Si è sentito tradito.

Ma ancora peggio l'ha presa Mariangelo Foggiato, che la Liga Veneta Repubblica ha contribuito a fondarla nel 1998 diventandone primo presidente. Lui è stato grande sostenitore di Da Re, lo ha accolto a braccia aperte quando è uscito dalla Lega convinto di portarsi in casa una risorsa preziosa. E anche lui, quando il direttivo della Liga domenica scorsa ha deciso di cedere alle condizioni imposte dal Carroccio tagliando Da Re, è sbottato. Ieri ha ufficializzato la sua uscita dal movimento: «Doveva essere il nostro candidato governatore se non ci fosse stato l'accordo con il centrodestra, altrimenti candidato consigliere. La comunicazione ufficiale è del 1° luglio - ha ricordato Foggiato - va detto che fino a qualche mese prima eravamo scomparsi, la Liga era inesistente, lo stesso Comencini può testimoniare che più volte ci siamo detti che Toni era l'elemento chiave per rivitalizzare il nostro mondo. E adesso hanno subìto senza dignità alcuna il ricatto della Lega che ha imposto di escludere Toni dalla lista per meri motivi personali. La Liga, o quel che ne rimane, ha ceduto al ricatto della Lega, che se la ride, allettata da qualche briciola di sottopotere. L'avevo detto prima della riunione di domenica: non voglio che ciò avvenga anche in mio nome». E da qui la scelta di uscire.