"Un altro tragico femminicidio, questa volta a Milano.
Lei lo aveva lasciato già per violenza, la ex ne avrà avuto esperienza anche lei, il 112 già chiamato almeno una volta. Lui in passato in galera per truffa. È lo Stato che ha l'obbligo di proteggere le donne dalla violenza maschile, serve un cambio di passo": è il commento di Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, dopo l'uccisione di Pamela Genini, 29 anni, accoltellata a morte dal compagno a Milano.
"Sono troppe le contraddizioni che invece le istituzioni inseriscono nella nostra società - aggiunge Ercoli -: una giustizia sempre più inquinata da teorie ascientifiche e misogine, la minimizzazione della violenza maschile, proposte di legge che vogliono togliere il divieto nelle pubblicità di messaggi sessisti, la disoccupazione femminile sulla quale non si danno risposte affermando contrariamente alla realtà che le donne stanno lavorando di più, la non chiarezza dei danni nelle bambine e nei bambini vittime di violenza assistita, la rincorsa a salvare i violenti senza una condanna chiara dei reati e dei disastri relazionali che compiono".
"Il lavoro di decostruzione della cultura patriarcale che arriva sino ai femminicidi è molto complesso. Lotteremo - prosegue Ercoli - perché le generazioni future abbiano un mondo migliore. Ragazzi che possano liberarsi dalle gabbie del maschio predatorio, risultato di una cultura del dominio che li incastra, li rende deboli. Come Differenza Donna, per Pamela Genini e per tutte le altre saremo in dialogo continuo con le nuove generazioni perché la responsabilità dei modelli relazionali mortiferi è nostra, ma noi il mondo lo vogliamo e possiamo cambiare", conclude Ercoli.








