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Ennesimo bilancio pesante per le forze dell'ordine. Da inizio anno sono 350 gli agenti feriti. La denuncia dei sindacati di polizia: "Metodo di piazza tollerato e giustificato da chi dovrebbe condannarlo"
Ancora scontri durante le manifestazioni pro Palestina, stavolta a Udine prima della partita tra Italia. Un gruppo di antagonisti, quando il corteo era quasi finito, ha rotto i ranghi e cercato di sfondare il cordone di sicurezza disposto dagli stessi organizzatori. Da quel momento sono iniziati gli scontri, con i centri sociali e le frange più violente che hanno dato l'assalto agli agenti di polizia e ai carabinieri con bottiglie, pali e transenne. Le forze dell'ordine hanno reagito con gli idranti e con i lacrimogeni, con alcune cariche di alleggerimento. Il risultato sono due giornalisti, di cui uno grave, e 11 agenti feriti.
Sei poliziotti sono stati accompagnati al pronto soccorso: al termine della visita, quattro sono stati refertati per ferite lievi e due trattenuti in osservazione. Altri quattro hanno fatto autonomamente accesso all’ospedale di Latisana, dove sono in corso accertamenti del personale sanitario, mentre un carabiniere è stato medicato per lievi escoriazioni. I manifestanti fermati, invece, sono 13, e due sono stati tratti in arresto. Le 15 persone, tutti cittadini comunitari di cui 9 uomini e 6 donne, hanno ricevuto un foglio di via dalla città Udine.






