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Gli scontri tra tifosi di Genoa e Inter sono stati violentissimi e sono in tutto 15 gli agenti rimasti feriti. Il sindacato di polizia: "Se facciamo il nostro lavoro ci indagano"
Ancora un episodio di guerriglia a Genova, che però stavolta non vede schierati i soliti noti delle proteste di piazza. Nel capoluogo ligure è andata in scena l'ennesima battaglia tra tifoserie, Genoa e Inter in questo caso, che ha visto costretti gli agenti di polizia a intervenire per frapporsi tra i due schieramenti. Dopo gli antifascisti violenti, dopo i sindacalisti violenti, ora Genova ha subito anche la violenza degli ultras, che hanno devastato la città tra macchine incendiate e vetrine in frantumi. Sono volate bombe carta, fumogeni e bottiglie ma anche transenne, una delle quali ha colpito un poliziotto: prognosi di 20 giorni e lussazione scapolo-omerale.
Sono 15 in tutto i poliziotti che sono stati curati in pronto soccorso perché feriti negli scontri ma è un bilancio che potrebbe ulteriormente aggravarsi visto che sono ancora in corso altri accertamenti medici. E sono ancora in corso anche le indagini della Digos e della polizia scientifica per l'identificazione degli ultrà. "Queste cose succedono ovunque, in tutti gli Stati del mondo, ma in tutti gli Stati del mondo quelli che fanno queste cose vengono sbattuti in galera e pagano di tasca propria i danni che causano", è lo sfogo di Andrea Cecchini del sindacato Italia Celere della polizia di Stato. "In Italia siamo talmente tanto all'avanguardia che la brava gente non può più uscire di casa, l'Italia è stretta nella morsa di delinquenti e, a tutti gli effetti, terroristi... Poi anni fa ci lamentavamo della mafia, poi arginata perché c'era la volontà di arginarla grazie soprattutto a magistrati e forze dell’Ordine. Oggi se noi proviamo a fare il nostro lavoro ci indagano", è la riflessione del sindacalista.






