Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 8:05

“Avvoltoi vestiti da prete”. Non ha più filtri il ministro dell’Interno e della Giustizia venezuelano, Diosdado Cabello, alla sua trasmissione Con el mazo dando, cioè “Colpendo con la mazza”, nella quale si è scagliato contro la Cev, la Conferenza episcopale venezuelana, ora sotto attacco per aver chiesto “misure di grazia che restituiscano la libertà a coloro che sono detenuti per ragioni politiche“.

La richiesta, avanzata dai vescovi locali in una Lettera pastorale pubblicata in vista della canonizzazione di José Gregorio Hernández e madre Carmen Rendiles il 19 ottobre, ha mandato su tutte le furie il ministro dell’Interno, che ora accusa la Chiesa locale di strumentalizzare la “fede religiosa del popolo” per il “tornaconto del proprio gruppo”. “Perché questi avvoltoi della Conferenza episcopale non dicono niente sugli attacchi degli Stati Uniti alle imbarcazioni di pescatori?”, ha aggiunto il numero due del chavismo in riferimento all’ormai sistematico affondamento di navi venezuelane, presuntamente cariche di droga, da parte dell’esercito Usa.

“Non hanno neppure celebrato una Messa per i morti dopo i primi raid sulle imbarcazioni“, ha proseguito Cabello, secondo il quale i presuli non hanno detto nulla neppure a difesa dei “300mila venezuelani a cui è stata sospesa la Protezione temporanea” negli Stati Uniti. Palazzo di Miraflores inasprisce quindi i toni contro la Chiesa locale, che nei giorni scorsi avevano condiviso un elenco di prigionieri più a rischio, da rilasciare con urgenza, in continuità alla richiesta di aiuto rivolta dallo stesso Nicolas Maduro a papa Leone XIV.