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Il ristorante al primo piano di House of Ronin, il palazzetto di cultura gastronomica e intrattenimento orientale nel cuore di Chinatown, propone l’esperienza dello Yakiniku, la carne di alta qualità cotta dallo stesso cliente su una graticola presente su ogni tavola. Un pasto coinvolgente e interattivo. E prima un ricco assortimento di pesce crudo

Una griglia infuoca Milano. E’ quella di Ronin Robata, il ristorante che è il cuore della palazzina di tre piani, House of Ronin (浪人), che da qualche anno ha elettrizzato la Chinatown meneghina. Un locale sempre vivo e vibrante, che ha al piano terra il Piccolo Ronin, un locale informale di cucina panasiatica, al secondo piano il ristorante omakase Hatsune Ronin, il raffinato cocktail bar Madame Cheng’s e alcune sale per il karaoke (sì, avete capito bene) e al terzo piano il club privato Arcade.

E al primo piano? C’è appunto Ronin Robata, che qualche mese fa ha inaugurato la sua seconda vita (Ronin Robata vol. II) dopo alcune correzioni di rotta coerenti con lo spirito di House of Ronin, che prevede una continua evoluzione in funzione delle tendenze e dei feedback della clientela. Ronin Robata mette ora al centro del progetto lo Yakiniku, un metodo di cottura che permette di esaltare i tagli della carne di alta qualità. Lo Yakiniku è arrivato in Giappone negli anni Sessanta dello scorso secolo, importato dagli immigrati coreani, ed è stato adottato e reinterpretato dai giapponesi con il loro tradizionale stile, preciso, maniacale epperò elegante. Un gesto quotidiano che diventa arte e che dà vita a un’esperienza sensoriale indimenticabile.