All’Intelligenza Artificiale chiediamo ogni cosa. Un aiuto per i compiti di scuola, per correggere un’email, per elaborare un testo, per generare un’immagine. Persino consigli medici o pratici. I modelli linguistici come ChatGPT sono entrati nelle nostre vite, al punto che, senza rendercene conto, possono influenzare ogni nostra scelta. Insomma, l’IA ha un potere persuasivo enorme. Lo dimostra un esperimento condotto da un giovane italiano, Francesco Salvi, che a soli 25 anni sta svolgendo un periodo di ricerca all’Università di Princeton, negli Stati Uniti. Originario di Brescia, il suo progetto ha avuto grande eco internazionale: ha dimostrato che l’IA, se in possesso di informazioni personali, è in grado di convincere l’interlocutore a cambiare idea su un determinato tema con una percentuale di successo dell’81,7%.

Salvi è uno degli ospiti della XXIII edizione di BergamoScienza, il festival di divulgazione scientifica organizzato dalla Fondazione BergamoScienza: interverrà il 16 ottobre insieme con Carlo Martini, professore associato in logica e filosofia della scienza. Il titolo del “talk” pone un interrogativo, per certi aspetti, inquietante: “L'Intelligenza Artificiale è più persuasiva di noi”?