E'uno schema collaudato. Nonostante sia tra le tecnologia più avanzate del momento, quella su cui sono concentrati i capitali più importanti, in fondo, applica regole antiche. Ci stiamo abituando a usare ChatGPT (e gli altri) in modalità free, senza sborsare un euro, ma tra poco dovremmo imparare a convivere anche con la pubblicità.
Lo ha fatto Spotify, e il cardine della tv commerciale, Netflix chiede un abbonamento mensile e comunque ci propina la pubblicità per pagare meno, mentre Amazon addirittura ha aggiunto i pop-up durante i passaggi pubblicitari. Ma se gli LLM saranno nutriti (economicamente) anche dalla pubblicità, non c'è il rischio che le risposte siano “inquinate” da ulteriori bias?
Il documento riservato di OpenAI che mostra come cambierà la pubblicità. Per sempre
14 Aprile 2026
Mentre negli Stati Uniti è in fase di test il sistema di advertising di OpenAI, nelle stesse settimane esce uno studio condotto dal prestigioso ateneo di Princeton, a cui ha partecipato un giovane dottorando italiano: Francesco Salvi, 26 anni di Brescia, specializzato in scienze sociali computazionali che analizza le conseguenze sociali dell'IA. Lo abbiamo raggiunto al telefono per farci raccontare la prima ricerca focalizzata sulla persuasione ai fini commerciali dell'IA generativa. “Attualmente, nel mercato globale, stiamo vedendo l'integrazione di sistemi di IA generativa come ChatGPT all'interno di dinamiche commerciali in cui, durante le conversazioni, vengono consigliati specifici prodotti. È un cambio di paradigma: giganti come eBay e Amazon hanno già implementato o stanno implementando chatbot proprietari. L'idea è che, invece di usare la classica barra di ricerca, l'utente interagisca con un assistente che lo aiuta a trovare ciò che gli interessa. Anche Google sta trasformando la ricerca con l'AI Overview, dove l'interesse a inserire specificazioni pubblicitarie è molto alto. Nelle nostre ricerche abbiamo studiato quanto efficacemente gli agenti conversazionali di IA possano indirizzare le scelte dei consumatori nel commercio online” ci racconta il giovane ricercatore.






