Tra i timori che accompagnano lo sviluppo di sistemi d’intelligenza artificiale sempre più avanzati, c’è l’idea che possano diventare strumenti particolarmente efficaci nel plasmare le opinioni politiche, fino a incidere sulle scelte di voto.
Non è un’operazione così semplice, persino per macchine con potenze di calcolo sconfinate, che hanno imparato a imitare il modo in cui conversiamo e in cui creiamo.
La storia recente delle campagne elettorali, infatti, racconta che in contesti politici sovraccarichi di messaggi - come le presidenziali americane - spostare davvero le preferenze è un compito quasi impossibile.
Il limite storico della persuasione politica
La politica tradizionale, con la sua macchina collaudata di spot, comizi e mobilitazioni, riesce a produrre effetti limitati. Le analisi più ampie indicano che l’impatto medio della persuasione si ferma intorno all’1%: una variazione piccola, talvolta rilevante nei margini stretti di un’elezione, ma lontana dall’idea predominante che un pubblico possa essere manipolato su larga scala.








