“Ha studiato molto e alla fine è riuscito a conseguire una laurea in legge. Per lui è una forma di gratificazione personale, per il sistema penitenziario un esempio positivo. Ma la cosa più importante è che, forse, grazie a questi studi, ha compreso ancora meglio gli orrori che ha commesso”. Così l’avvocato Rolando Iorio commenta la notizia della laurea ottenuta in carcere dal suo assistito, Angelo Izzo.

Massacro del Circeo, Roberto Colasanti: “La battaglia di mia sorella Donatella per la dignità delle donne. Ma ancora troppi femminicidi”

Marina De Ghantuz Cubbe

Quasi cinquant’anni dopo il massacro del Circeo e vent’anni dopo il delitto di Ferrazzano, Izzo si è laureato. Ha studiato nel penitenziario di Velletri, dove è detenuto in un reparto speciale insieme ad altri cinque reclusi considerati ad altissima pericolosità. Sta scontando due ergastoli per crimini che hanno segnato la storia nera italiana.

Il primo risale al 1975. Tra il 29 e il 30 settembre, insieme a Gianni Guido e Andrea Ghira, attirò due ragazze, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, in una villa a San Felice del Circeo, in provincia di Latina. Le sequestrarono, le violentarono, le torturarono. Lopez morì. Colasanti sopravvisse fingendosi morta.