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Il paradosso è che, nonostante la riforma che due anni fa fece scendere in piazza il Paese, la Francia rimane ancora oggi la Nazione europea in cui si va di gran lunga in pensione prima
Il nodo della discordia, in Francia, sono le pensioni. "Avete il potere di rovesciare il governo" ma non di "cancellare la realtà". Le parole di Raymond Bayrou, prima di incassare la sfiducia dell'Assemblea Nazionale poco più di un mese fa, rimbombano ancora, anche nelle orecchie di Sebastien Lecornu, che ritenta per ordine di Macron di fare un Governo e una manovra finanziaria (di tagli, ma non troppo) per la Francia.
Uno dei nodi probabilmente il vero nodo è la riforma delle pensioni. La modifica che sta facendo più discutere è sicuramente quella che sta portando l'età pensionabile dai 62 anni vigenti nel 2023, quando venne firmata la riforma, seguita da scioperi e scontri sociali accesissimi - a 64 anni, con una progressione che è stata rallentata, ma che la sinistra vorrebbe cancellata. Il costo della fine della riforma? Secondo alcuni calcoli circa 20 miliardi entro il 2030.






