Bologna è grassa di cibo, rossa di storia e dotta di cultura. E piena di vita. Trabocca di tortellini, tagliatelle e mortadella; ma anche di chiese, di libri e biblioteche. Ospita da quasi un millennio l’ateneo più antico d’Europa (prima università “laica”), perfettamente innestato nella sua anima popolare. I portici di Bologna proteggono dalla pioggia e dal sole, regalano ombra e intimità, fanno da palcoscenico ai turisti e da rifugio a chi non ha altro tetto. Camminare sotto le loro arcate significa entrare in una dimensione fatta di umanità, di scritte sui muri, di chiacchiere che rimbalzano tra un caffè e un aperitivo. Bologna non finge perfezione e mostra orgogliosamente le sue fragilità e la sua opulenza, senza finzioni e ipocrisie, maestra di giovialità, tolleranza e bonomia.

Ci si confonde davanti alla sterminata offerta di posti dove mangiare. Difficile dare consigli ben sapendo che tra le centinaia di possibilità le migliori potrebbero sicuramente essere quelle omesse. Va detto che, in ogni caso, per accedere a qualunque locale si deve aver prenotato in anticipo. Diamo perciò pochi esempi di luoghi di vario livello, dal ristorante di tono alla dispensa di street food, fino alla gelateria.