Ah, come cambiano gli sguardi. Poco più di anno fa la definì «un inferno turistico» in cui «solo il grasso regna sovrano». Oggi il New York Times torna a Bologna per «36 Hours», trentasei ore in cui Evan Rail (che viaggia regolarmente verso la città emiliana dal 2012) è andato oltre. Oltre le torri, i tortellini, la mortadella, dove «ristoranti, negozi e musei di recente apertura hanno portato questo storico capoluogo dell'Emilia-Romagna verso nuove direzioni».

Raccomandazioni, con le visite da fare a piazza Maggiore, a Palazzo Pepoli e lo shopping di rigore nelle botteghe del Quadrilatero. Ma soprattutto attività e attrazioni, ristoranti e bar, lo shopping. Fino ai consigli su dove alloggiare e come muoversi in un giorno e mezzo (da venerdì alle 17 fino a domenica alle 12.30, insomma: una toccata e fuga) secondo il quotidiano Usa.

Primo: i consigli culinari. Colazioni, spuntini, pranzi, cene. Ce n’è per tutti i gusti. Anche qui il giornalista del Nyt ha guardato a posti differenti. Sì ai tortellini e alle lasagne. Ok alla Bolognese sauce. Ma anche ristoranti diversi, perché «la scena gastronomica sta iniziando ad aprirsi».

Si citano Unodiquestigiorni in via Santo Stefano, Papparè sotto le Torri, Mò! Mortadella Lab, «uno dei posti migliori dove gustare questo salume in una città dove il suo status è tutelato dalla legge dell'Unione Europea». E poi l’Osteria del Sole di vicolo Ranocchi, la bottiglieria Vinibelli, «del 2025 stanno riscuotendo successo tra i clienti interessati ai vini naturali». Ma anche Volare al Mercato delle Erbe, il caffè anni Sessanta «per un'atmosfera incentrata sulla mixology».