La Valle dell’Aso, il “Giardino delle Marche”, così denominato per la vastità di appezzamenti a bosco, frutteti, vigneti, orti, è lo scenario nel quale un bravo vignaiolo, Gabriele Vitali, perito agrario, ha scelto di arrivare a produrre una gamma di bollicine metodo classico, con l’uso dei vitigni autoctoni marchigiani. Quindi niente Chardonnay e Pinot per capirci, ma piuttosto Sangiovese o Passerina, venduti a prezzi interessanti, nonostante il lungo affinamento che comporta il metodo classico.

Fondata nel 1968 dal nonno dell’attuale proprietario al termine della mezzadria, l’azienda agricola segue dapprima un indirizzo zootecnico, dedicando solo una piccola parte alla coltivazione della vite. Negli Anni ‘80/’90, il figlio Giuliano, pur mantenendo viva la viticoltura, diversifica l’attività, dedicandosi anche alla frutticoltura. È con l’ingresso in azienda della terza generazione, che Gabriele, sul finire del secolo scorso, vira definitivamente verso un impegno totale verso la vite e i processi di vinificazione. In particolare, i vigneti vengono coltivati a basso impatto ambientale, praticando l’inerbimento, mentre nella moderna cantina costruita 15 anni fa, la qualità è al centro, con uso di lieviti naturali e ridotto impiego di solfiti.