Roma, 13 ott. (askanews) – La magra consolazione è che, sebbene di un soffio, si tratta del “risultato più alto mai raggiunto”. La Toscana si conferma una regione senza storia per il centrodestra che vede il candidato meloniano Alessandro Tomasi perdere con un distacco di circa 13 punti con il riconfermato presidente, Eugenio Giani, sostenuto dal campo largo.
E’ una questione di decimali rispetto al 40,46% di cinque anni fa, quando a tentare (e fallire) l’impresa fu la leghista Susanna Ceccardi. Ma, esattamente come è accaduto nelle regioni in cui si è vinto nelle due settimane precedenti, è il dato della competizione interna tra le liste della coalizione a essere particolarmente significativo. Fratelli d’Italia, che esprimeva il candidato presidente, è nettamente il primo partito con circa il 26,6%: praticamente il doppio rispetto a cinque anni fa (13,54%), in linea con le Politiche (26%) e leggermente sotto le Europee (27,4%). Va però considerato anche il 2,4% circa della lista civica a sostegno di Tomasi.
Tiene sostanzialmente Forza Italia che, con consensi intorno al 6,2% fa meglio della scorsa tornata regionale (4,2%), cresce rispetto alle Politiche (5,6%) e pareggia rispetto al voto per Bruxelles (6,3%, ma in quel caso correva insieme a Noi moderati).













