Yelena Giler aveva 56 anni ed era la madre di Slava Giler, un venticinquenne che fu ammazzato dai terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023 al festival musicale Nova. L’altro giorno si è tolta la vita, in coincidenza con il secondo anniversario del massacro in cui ha perso il figlio e nelle ore in cui è stato raggiunto un accordo sulla fine della guerra. Nelle stesse ore si è ucciso Roei Shalev, 28 anni: lui era un sopravvissuto del festival Nova, ma nel corso dell’attacco terroristico compiuto da Hamas perse la fidanzata. Bastano, tra le tante, tra le troppe, queste due drammatiche storie, insieme alla tragedia delle 67mila vittime palestinesi nella Striscia di Gaza causate dalla reazione di Israele, per spiegare come il ritorno a casa di 20 ostaggi ancora in vita (su 251 che furono rapiti e solo in parte liberati in occasione della prima tregua) rappresenti un risultato straordinario, ma che non cancellerà l’immenso dolore che hanno affrontato entrambe le parti. Gli ostaggi saranno affidati alla Croce rossa e poi saranno portati in Israele. Il governo ha comunicato alle famiglie che «prevede il loro rilascio tra le 4 e le 6 del mattino, ma che l'orario potrebbe cambiare» (così ha scritto Times of Israel). Sono escluse però macabre sceneggiate come quelle che si videro quando vi fu la prima consegna degli ostaggi, in occasione dell’unica breve tregua, quando Hamas organizzò una sorta di show in cui umiliò i rapiti costringendoli a salire su un palco.
Gaza, ostaggi tornano a casa: «Evento storico per Israele». Trump andrà a trovarli, Netanyahu: «Quando saranno salvi scarcereremo 1950 palestinesi»
Yelena Giler aveva 56 anni ed era la madre di Slava Giler, un venticinquenne che fu ammazzato dai terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023 al festival musicale Nova. L’altro giorno si è...














