Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 7:17
La ricostruzione mammaria protesica rappresenta una delle principali opzioni chirurgiche disponibili per le donne sottoposte a mastectomia, sia essa preventiva che terapeutica. Questo tipo di intervento mira a ripristinare forma e volume del seno mediante l’utilizzo di protesi mammarie, offrendo quindi un importante supporto non solo dal punto di vista estetico, ma anche psicologico e sociale.
Le tecniche sono notevolmente evolute negli ultimi decenni grazie ai progressi in ambito chirurgico e ad un approccio sempre più personalizzato alla cura della paziente. Al Policlinico Tor Vergata di Roma le pazienti possono accedere a cure gratuite grazie al nostro Sistema Sanitario Nazionale, e usufruire di una nuova tecnica chirurgica ibrida recentemente pubblicata su una delle riviste più importanti del settore. La tecnica prevede l’utilizzo combinato di tessuto autologo (tessuto adiposo) ed impianti protesici al fine di raggiungere il risultato atteso in minor sessioni operatorie possibili, che si traduce in minor stress biologico per la paziente ed una ripresa sociale e lavorativa più rapida.
La ricostruzione protesica può essere eseguita in un tempo chirurgico, e quindi contestualmente alla mastectomia o in più tempi chirurgici, una ricostruzione differita. La scelta della tecnica più appropriata dipende da diversi fattori, tra cui le caratteristiche anatomiche della paziente, le terapie oncologiche ricevute e le preferenze individuali. In questo contesto, il ruolo del chirurgo plastico è fondamentale per guidare la paziente in un percorso ricostruttivo sicuro, efficace e rispettoso della sua identità femminile. Seppur la ricostruzione mammaria protesica risulti essere un approccio conservativo e snello dal punto di vista della paziente, non è scevro da complicanze sia precoci che tardive che il medico specialista è tenuto ad indicare in modo chiaro e preciso alla paziente prima dell’intervento.








