Sono sempre loro: i soliti comunisti. Il Nobel per la Pace a Maria Corina Machado, la “dama de hierro”, fondatrice del partito politico liberale Vente Venezuela, strenua oppositrice del regime rosso di Nicolas Maduro, colpevole di stimare Donald Trump e dalla parte di Israele, è andato di traverso alla sinistra italiana. Lesa maestà il premio alla Thatcher venezuelana.

Sentite la premiata ditta Angelo Bonelli-Nicola Fratoianni, menti di Alleanza Verdi Sinistra: «Non ci convince affatto che il Nobel per la Pace sia stato dato a Maria Corina Machado. Una scelta che risponde più all’egemonia politica che la destra conservatrice e i suoi adepti nel mondo stanno cercando di rendere predominante. Chi chiede l’intervento militare degli Usa nel suo Paese, per rovesciare il governo cui lei si oppone, evidentemente c’entra davvero poco con l’impegno per la Pace come il sostegno alle politiche di Netanhayu».

Tradotto: meglio un dittatore che da dodici anni tiene ostaggio un intero Paese, tra corruzione dilagante, criminalità diffusa, penuria di generi alimentari e accuse pesantissime di uccisioni stupri e torture ai danni degli oppositori politici. «Non se ne perdono neanche uno, di regime o movimento dittatoriale, anti-liberale e anti-democratico. Gli piacciono proprio tutti, pure quello venezuelano. C’è solo una cosa che non riesco a capire: come qualcuno possa davvero pensare di costruire, con personaggi del genere, una proposta di governo del paese. Grazie a Dio il Partito Liberaldemocratico se ne starà parecchio alla larga», affonda Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico.