Che il premio Nobel per la pace assegnato all’oppositrice venezuelana del regime comunista guidato dal dittatore Nicolas Maduro avesse portato malumore tra i "compagni" non è certo una novità, soprattutto dopo la dedica di Machado al presidente Usa Donald Trump. «Siamo alle soglie della vittoria e oggi più che mai contiamo sul presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sul popolo dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia», ha commentato la vincitrice del riconoscimento che molti chiedevano di assegnare al titolare alla Casa Bianca dopo il raggiungimento della pace a Gaza. A trainare il carro del dissenso è stata infatti Avs che avrebbe preferito conferire il premio all’ex ambientalista Greta Thunberg o alla paci-finta Francesca Albanese, colei che ha riso degli ebrei e sbeffeggiato un sindaco Dem per avere preso le distanze da Hamas. «È un'esponente di destra, che partecipa alle convention dei partiti di estrema destra nel mondo. E soprattutto chiede l'intervento militare americano nel suo paese, per rovesciare il governo cui lei si oppone. Per questo avrei preferito un Nobel a Greta Thunberg o a Francesca Albanese», ha sentenziato De Cristoforo. Mentre Bonelli e Fratoianni hanno parlato di «una scelta che risponde più all'egemonia politica che la destra conservatrice e i suoi adepti nel mondo stanno cercando di rendere predominante». Insomma, lottare contro un regime dittatoriale e comunista non sarebbe cosa buona e giusta per coloro che da anni fomentano le piazze violente e rimangono in silenzio dinanzi a occupazioni e prepotenze mosse dai propri figli politici in nome di una pace in Palestina per la quale non hanno meriti.
Il Pd cancella le congratulazioni alla Nobel Machado. E adesso scopre che è "trumpiana" e anticomunista
«Machado è una donna che ha sfidato con determinazione e senza arretrare il regime autoritario di Maduro». Con queste parole i Dem ...














