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Giorgetti: "Sulla sicurezza decidiamo noi. Una lettera da Bruxelles? La valuteremo". Orcel osserva interessato, ma per lui Piazza Meda può diventare un affare troppo costoso dopo l’attivismo del Crédit Agricole. Tononi: "Girano voci prive di fondamento sul conto del Banco"
Bruxelles ci riprova a mettere in discussione il Golden Power italiano, fiancheggiata da una stampa che finge di non capire che il tentativo difficilmente approderà a qualcosa perchè «la tutela della sicurezza nazionale, finanziaria ed economica è esclusiva competenza dello Stato nazionale e il governo italiano intende difenderla fino in fondo». A dirlo ieri è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in risposta alle indiscrezioni secondo cui Bruxelles potrebbe inviare entro metà novembre una lettera con la quale chiede a Roma di ritirare il decreto che aveva stabilito paletti rigidi alla scalata di Unicredit su Banco Bpm, in considerazione dei quali l’istituto guidato da Andrea Orcel aveva deciso di desistere nonostante un pronunciamento del Tar che gli dava ragione su alcuni punti (anche se non i più importanti, come l’addio alla Russia entro gennaio 2026).






