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Il presidente riconferma il dimissionario. Il premier: "Accetto l'incarico per dovere"
Fine giornata, ma non fine crisi per la Francia. Il nome del nuovo premier è arrivato sul filo delle dieci di sera, solo che è ancora lui e così con il più classico dei «rieccolo» si presenta Sebastien Lecornu. Tutto in pochi giorni, dalle dimissioni al nuovo incarico. È un po' come sbattere la testa contro un muro. «Accetto per dovere - dice con un messaggio social su X - Farò tutto il possibile per dotare la Francia di un bilancio entro la fine dell'anno e di affrontare i problemi quotidiani dei nostri connazionali».
Un momento di «responsabilità collettiva». Così Emmanuel Macron aveva invitato i partiti francesi ieri all'Eliseo, ad eccezione del Rassemblement national di Marine Le Pen e della France Insoumise, la sinistra di Jean-Luc Mélenchon. Esclusi, «poiché hanno detto di volere lo scioglimento» dell'Assemblea nazionale; argomento sostenuto sulla base di quanto spiegato due giorni prima dal dimissionario Lecornu, secondo cui c'era una maggioranza contraria al voto legislativo. Ma la giornata ha riservato















