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Almeno due giudici pizzicati a farsi aiutare dalle app di Ai. "Vietato usarle, serve più trasparenza"
Dalle sentenze copia-incolla a ChatGtp l'algoritmo è breve. Dopo l'Ai Act europeo 2024/1689 e la legge 132 del 23 settembre scorso, che considerano "l'uso della tecnologia nella giustizia ad alto rischio" e vietano "le decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato", il Csm avvisa chi sceglie la scorciatoia pericolosa dell'aiutino dell'intelligenza artificiale nella sentenze .
A quanto risulta al Giornale da una fonte al Csm, "pare che in Procura generale della Cassazione pendano un paio di procedimenti" nei confronti di almeno due giudici furbetti - uno di primo grado - che avrebbero assunto una decisione citando precedenti inesistenti". Almeno un caso "sarebbe partito dalla Cassazione, dove è avvenuta la verifica" e "l'azione disciplinare da parte del Procuratore generale per grave e inescusabile negligenza" sarebbe già partita, ci conferma un altra fonte legale. "Ma fino a che non si arriva alla formale contestazione dell'incolpazione, al Csm non sanno nulla", dice al Giornale la fonte.






