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Ultimo aggiornamento: 17:53

Le microplastiche hanno messo sotto attacco il nostro “secondo cervello”, il microbiota intestinale, con conseguenze sul rischio di ammalarsi di cancro e di depressione. Un piccolo studio della Medical University of Graz (Austria) ha scoperto che le minuscole particelle di plastica, più sottili di un capello e molto diffuse nell’ambiente, potrebbero alterare l’ecosistema di batteri, funghi e virus che popolano il nostro apparato digerente. I risultati dello studio sono stati presentati al congresso annuale della United European Gastroenterology.

È noto che il microbioma intestinale contribuisce a proteggerci dagli agenti patogeni, che stimola il nostro sistema immunitario e il nostro organismo a produrre vitamine. In un esperimento condotto su campioni di feci di cinque persone sane, li scienziati hanno creato colture di microbiomi in laboratorio e le hanno poi esposte a cinque tipi comuni di microplastiche a livelli che imitano l’esposizione umana. Le microplastiche non hanno portato a grandi cambiamenti nella quantità di batteri presenti nelle colture, ma si è registrato un calo significativo nei livelli di pH e questo, secondo i ricercatori, indica che si sono verificati cambiamenti nei processi metabolici che consentono a questi microrganismi di riprodursi. Le differenze batteriche variavano anche a seconda del tipo di microplastica utilizzata. “Questi risultati sono significativi, considerando quanto sia diffusa l’esposizione alle microplastiche nella vita di tutti i giorni”, spiega Christian Pacher-Deutsch, autore principale dello studio e ricercatore presso la Medical University of Graz.