Il cervello umano conterrebbe tante microplastiche da riempire un cucchiaino. L’affermazione dell’università del New Mexico, apparsa a febbraio su Nature Medicine, ha spinto altri ricercatori a chiedersi come questi frammenti riescano a penetrare nel più protetto fra i nostri organi e quali danni vi possano provocare.
Oggi un’altra rivista scientifica, Brain Medicine, pubblica quattro studi che suggeriscono una possibile via d’ingresso – i cibi di origine industriale – e l’eventualità che questi contaminanti (si parla di microplastiche quando i frammenti sono più piccoli di 5 millimetri) provochino un aumento di depressione e demenza.
Il mondo invaso dalle microplastiche. “Ormai le abbiamo anche nel cervello”
di Elena Dusi
04 Ottobre 2024






