Le donne sono quelle che pagano il prezzo più caro del crollo del sistema sanitario dell’Afghanistan. E i divieti imposti sull’istruzione e la formazione dal governo dei Talebani hanno provocato una fuga di medici donne dal Paese. Tra di loro, però, alcune sono rimaste. Come Jamila, che lavora tra le corsie degli ospedali afghani dal 2008, prima come infermiera e oggi come medico anestesista. La seguiamo nel reparto di Terapia sub intensiva, durante una giornata nell’ospedale Emergency di Kabul. La sua storia e la sua carriera vanno di pari passo con quella degli ultimi decenni dell’Afghanistan.