Un attacco a tutto tondo alla medicina, tra tagli alla ricerca e sfiducia nelle evidenze. E, dalla parte opposta, i gli indubitabili progressi della scienza, che ci hanno consentito di allungare l’aspettativa di vita e trattare malattie fino a pochi anni fa considerate quasi incurabili. Se ne è parlato al Festival della Salute di Padova, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato la senatrice a vita e docente Farmacologia Università Statale di Milano Elena Cattaneo, il presidente della Fondazione Humanitas Alberto Mantovani, l’oncologa e direttrice Clinica di Oncologia Medica IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova Lucia Del Mastro e il direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova.
A margine dell’evento, abbiamo avuto l’occasione di incontrare Del Mastro, che ci ha illustrato il suo punto di vista sullo scenario attuale e la sua prospettiva sul futuro.
Professoressa Del Mastro, gli Stati Uniti stanno vivendo un momento molto delicato rispetto alla fiducia nella scienza e ai finanziamenti alla ricerca di base. Dal suo punto di vista di oncologa, quanto è stato importante il contributo degli Stati Uniti e cosa rischiamo perdendolo?
“La ricerca sul cancro è fondamentale e tante scoperte che hanno migliorato le cure si devono agli Stati Uniti. Basti pensare che negli ultimi 5 anni 10 dei 13 Premi Nobel per la Medicina sono stati assegnati a scienziati e ricercatori statunitensi. Gli Stati Uniti hanno dato un contributo così importante alla ricerca grazie ai grandi finanziamenti e ai mezzi di cui dispone e le restrizioni messe in atto dall’amministrazione Trump stanno avendo un impatto non solo in territorio americano, ma anche nel resto del mondo, interessando pazienti di ogni paese. Senza i fondi e i mezzi necessari la ricerca inevitabilmente rallenta”.








