NAPOLI – Combattere i tumori puntando sulla tecnologia a mRNA. Parliamo di melanoma, dei tumori del polmone, della prostata, del pancreas, del seno fino al cancro ai reni, alla vescica e altri ancora. È uno dei temi affrontati dagli specialisti riuniti da oggi a Napoli per la XVI edizione del Melanoma Bridge e la XI edizione dell’Immunotherapy Bridge, due eventi internazionali dedicati all’immunoterapia.

Lo studio dell’mRna ha molto contribuito alla ricerca contro il cancro per poi diventare strategico per realizzare il vaccino contro il Covid. Oggi l’oncologia è l’area terapeutica che più di tutte ha visto crescere la ricerca sulla tecnologia a mRNA, seguita da lontano dalle malattie infettive (120 studi in corso). Nel mondo, oltre 230 studi clinici lavorano per sviluppare vaccini e terapie basate sull’mRNA contro 20 tipi di tumore.

I tagli di Trump alla ricerca

Una vera e propria corsa che rischia una battuta d’arresto a causa dei tagli ai fondi da parte dell'amministrazione Donald Trump, che solo nei primi 3 mesi del 2025 ha ridotto del 31% i finanziamenti del National Cancer Institute e che ha annunciato l'interruzione di 22 progetti mirati allo sviluppo di vaccini a mRNA per un valore di 500 milioni di dollari, non nascondendo un certo scetticismo verso questa tecnologia.