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Nel «sistema Pavia» anche il braccio destro del procuratore. Dopo il terremoto giudiziario che ha travolto l’ex pm Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari in relazione all’archiviazione lampo di Andrea Sempio ma anche per la gestione opaca dei fondi dell’allora Procura di Pavia, ieri è finito nelle maglie dell’inchiesta Clean 2 il pm Pietro Paolo Mazza, che lavorava a stretto contatto con il capo all’epoca delle contestazioni: è indagato per corruzione e peculato. I militari del Gruppo Investigazioni Criminalità organizzata (Gico) della Finanza di Brescia, insieme alla pm Claudia Moregola titolare del fascicolo per corruzione coordinato dal procuratore capo Francesco Prete, ieri hanno effettuato una perquisizione in casa di Mazza, per poi setacciare anche il suo ufficio alla Procura di Milano, dove la toga è in servizio dal 2024, a seguito del trasferimento da Pavia. E la Finanza ha eseguito anche perquisizioni nei confronti di altri magistrati e forze dell’ordine.
Il pizzino integrale dei Sempio: cosa c'è scritto nel biglietto
Mazza è sotto la lente dell’inchiesta che, grazie al procuratore capo Fabio Napoleone, ha scoperchiato il vaso di Pandora sulle gestione dei fondi della giustizia pavese quando al vertice c’era Venditti. I finanzieri, che già lo scorso 26 settembre hanno perquisito l’abitazione di Venditti e sequestrato computer e telefoni, ieri hanno replicato l’operazione con il pm Mazza, che con il capo si sarebbe occupato di un fascicolo riguardante Asm, la società di rifiuti al centro della prima inchiesta Clean. Il Gico ha cercato materiale su spese sostenute per ristoranti, corse ai cavalli e auto di lusso. E ha portato via documenti considerati utili alle indagini. Che si legano a doppio filo con il delitto di Garlasco, visto che l’attenzione si sta concentrando anche sulla Esitel, la società di intercettazioni dei fratelli Cristiano e Raffaele D’Arena, amici di Venditti diventati monopolisti del segmento captazioni della Procura di Pavia.










