In meno di quarant’anni la sinistra è stata sconfitta due volte dalla storia. La prima volta fu nel 1989 quando crollò il muro di Berlino e la chiesa in terra del comunismo finì sotto le macerie; la seconda volta è arrivata l’8 ottobre del 2025, con il grande bagliore della Casa Bianca, Donald Trump gli è esploso in faccia come una supernova, incenerendo tutta la retorica sulla “Palestina libera dal fiume al mare”.

Il suo ciuffo se lo sogneranno per il resto dei loro giorni, come un incubo notturno. Sì, nella migliore tradizione di Libero, in attesa della liberazione degli ostaggi, intanto brindiamo. Alla pace, allo svelamento delle menzogne che si sono abbattute su Israele, al declino inesorabile della classe dirigente del progressismo a cui auguriamo una rinascita, non prima però di una lunga, sofferta, salutare, traversata del deserto. Non si può sfuggire al giudizio storico di fronte a questa catena di errori e orrori: parlavano di libertà e mettevano in catene gli innocenti, promettevano il benessere e rendevano tutti più poveri, inneggiavano a Mao e non vedevano le carceri cinesi piene di dissidenti, stavano con i Viet Cong che come Hamas, ecco la storia che ritorna si nascondevano in una rete di tunnel.