Per una partecipazione delle nostre forze armate a un’eventuale missione di pace a Gaza sotto l’egida dell’Onu è ancora presto. Ma i carabinieri sono già pronti: sono gli unici militari italiani nell’area, con un’esperienza sul campo ultradecennale. Non sono molti, appena sette, più alcuni ufficiali di collegamento fra Gerusalemme e Tel Aviv, Ramallah e Rafah, questi ultimi nell’ambito di Eupol Copps (l’Ufficio di coordinamento europeo per il supporto alla polizia palestinese) e in attesa che riapra il valico con l’Egitto. Ma ci sono. Ed è un fatto importante dopo le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia assistenza per la ricostruzione di infrastrutture primarie e secondarie (strade, elettricità, acqua e gas), in particolare sanitarie, distrutte nel corso del conflitto.
L'intervento italiano a Gaza: 250 carabinieri pronti a partire per l'addestramento della polizia palestinese. Ma c'è anche la ricostruzione della rete sanitaria
L'impegno di Roma dopo la pace nella Striscia. I militari dell'Arma sono già in missione da anni ma ora sono solo una decina. Nel progetto l'assistenza sanitaria anche con ospedali italiani in Egitto e Giordania













