I militari di Italia, Francia e Spagna sono pronti a presidiare nuovamente il valico di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, e a vigilare sul transito sicuro di persone e carichi in entrata e in uscita da Gaza. Tornato operativo lo snodo logistico al confine tra l’Egitto e la Striscia, è infatti ripartita Eubam, European Union Border Assistance Mission, ovvero la missione dell’Unione europea di assistenza alla gestione integrata delle frontiere. E torna sul campo il contingente italiano, composto da carabinieri. Il primo impegno diretto dell’Italia nel dopoguerra di Gaza è quindi cominciato mentre si valuta per il futuro l’invio di circa duecento carabinieri nella Striscia per addestrare le forze locali palestinesi ed è ancora in gioco la possibile presenza di uomini del genio militare dell’Esercito per rimuovere mine terrestri e ordigni bellici.
Tutto è legato agli esiti dei colloqui dei prossimi giorni ed eventuali risoluzioni delle Nazioni Unite. Ma tra le ipotesi c’è anche della presenza di medici in arrivo dalle eccellenze degli ospedali italiani, come ad esempio il Bambino Gesù. C’è poi l’idea di valutare la fattibilità di un piano per allestire ospedali da campo nella zona sud di Gaza, una soluzione già valutata tempo fa e accantonata per la mancanza di acqua pulita.










