VENEZIA - Si fa sempre più teso lo scontro al teatro La Fenice sulla contestata nomina a direttore musicale di Beatrice Venezi. Ieri, in Parlamento, il deputato Gaetano Amato (Movimento 5 Stelle) ha chiesto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di riferire alla luce di un’ultima indiscrezione apparsa sul sito Dagospia: tra governo e teatro si starebbe lavorando per la nomina di un direttore artistico “di mediazione“ che affiancherebbe la Venezi e che, in qualche modo, bloccherebbe di fatto le proteste fioccate da un po’ tutte le parti in queste settimane. In serata il sovrintendente Colabiachi ha smentito seccamente questa ricostruzione sostenendo di non aver mai parlato di questo argomento con il ministro Giuli.
Ma intanto lo stesso sovrintendente ha dovuto incassare la sfiducia da parte dei sindacati che, in una nota, che dà seguito allo sciopero proclamato mercoledì per il 17 ottobre in occasione del “Wozzecck” di Alban Berg. «La fiducia inizialmente accordata al Sovrintendente è venuta meno e non ci sono i presupposti per una futura collaborazione», recita la nota dei sindacati, aprendo di fatto una crisi ancora più marcata. Accentuata da una petizione on line avviata ieri sera per chiedere la rimozione di Colabianchi.






