L'Europarlamento approva il divieto a definizioni ambigue degli alimenti. "Fatta chiarezza". "No, caccia alle streghe"
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Addio "veggie burger", la falsità insita in questa definizione sarà presto fuori legge. Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato ieri con 355 sì, 247 no e 30 astenuti un emendamento sulla revisione del regolamento sull'organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm), secondo cui "le denominazioni attualmente utilizzate per designare prodotti a base di carne e preparazioni a base di carne sono riservate esclusivamente ai prodotti contenenti carne". Insomma, sarà impossibile parlare di bistecche di soia, cotolette di melanzane, seitan alla milanese, salsicce di tofu, uova sode vegane.Si tratta di una modifica che renderà più chiara la denominazione degli alimenti, evitando equivoci che servono indubbiamente ad attirare il pubblico, rendendo apparentemente più allettanti prodotti vegani o vegetariani e dribblando quella trappola culturale che fa sì che chi legittimamente decide di togliere qualcosa dalla sua alimentazione per ragioni di salute o etici, poi sente il bisogno di vedere riprodotti in forma "senza" proprio quegli alimenti di cui ha deciso di fare a meno.Insomma, la carne è carne, stop a surrogati illusori e talora quasi truffaldini. La nuova definizione della carne secondo i legislatori di Bruxelles si rifà chiaramente a "parti commestibili di animali", escludendo quelli coltivati in laboratorio."Si chiama carne, hamburger o salsiccia ciò che è fatto di carne, si chiama pollo ciò che è fatto di pollo, non altro - spiega l'eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, che come tutto il Ppe ha votato a favore dell'emendamento -. Nulla contro i prodotti vegani o alternativi, ma siamo contrari all'ambiguità di definizioni che confondono i consumatori e rischiano di alterare la corretta concorrenza sul mercato. La libertà di scelta dei cittadini deve basarsi su un'informazione chiara e trasparente". "L'Europa - aggiunge Falcone - deve difendere la qualità e la chiarezza del proprio sistema alimentare. Questo aiuta a rafforzare l'equità e la trasparenza sul mercato, ma anche tutela il lavoro e le produzioni di migliaia di imprese europee e italiane".












