Tra pochi giorni, esattamente il 14 ottobre, i Paesi membri dovranno decidere se sostenere o respingere la proposta della Commissione nota come Child Sexual Abuse Regulation (CSAR), più noto come Chat Control, una misura volta a contrastare la diffusione di contenuti illegali online, in particolare quelli collegati all’abuso sessuale su minori, attraverso l’utilizzo di tecnologie automatiche basate sull’intelligenza artificiale che analizzano le comunicazioni private scambiate su app di messaggistica, social network e servizi di posta elettronica.
Se passasse, il voto avvierebbe il negoziato con il Parlamento Europeo per arrivare a un testo condiviso.
Questo sistema monitora messaggi, immagini e file scambiati online, anche su servizi di messaggistica come Whatsapp, Telegram ecc, per individuare materiale pedopornografico o altri contenuti sospetti, segnalando tali contenuti alle autorità o alle piattaforme perché possano intervenire con blocchi o indagini, con l’obiettivo di proteggere i minori e garantire una maggiore sicurezza digitale.
Per farlo, usa sistemi di intelligenza artificiale e algoritmi di rilevamento che analizzano automaticamente ogni contenuto caricato o inviato, prima che questo possa essere crittografato end-to-end, grazie a una “backdoor” costruita ad hoc.










