Milano – Da piazzale Lodi a piazza Leonardo da Vinci per la Palestina. Cinquemila in strada a urlare slogan per Gaza e contro Israele, senza risparmiare Giorgia Meloni e Matteo Salvini additati a più riprese come “assassini”. La premier è stata presa di mira da tre cartelli spuntati in testa e nella pancia del serpentone: nel primo, già comparso a Firenze nei giorni scorsi e immortalato all’inizio (poi non se n’è più trovata traccia), la presidente del Consiglio è stata ritratta nei panni di una gerarca fascista, accanto a Benyamin Netanyahu nelle vesti di Adolf Hitler; nel secondo, è stata associata la stretta di mano col primo ministro israeliano a quella tra Hitler e Mussolini, col commento “Déjà vu”; sul terzo, infine, c’era la scritta “Cara Giorgia, anche tua figlia pagherà per le tue scelte”. Il tam tam sui social, partito martedì sera per sostenere la Freedom Flotilla abbordata dalla Marina israeliana, ha richiamato ancora una volta migliaia di persone, che si sono ritrovate alle 18 in piazzale Lodi. Da lì è partito il corteo in direzione sud: in testa le associazioni di palestinesi, seguite da centri sociali, collettivi studenteschi e partiti politici. Dopo i primi metri, è stato scandito lo slogan “Il 7 ottobre non è una ricorrenza, ora e sempre resistenza”.
Mobilitazione no-stop per Gaza, a Milano in 5mila per un altro corteo pacifico. Cartelli contro la premier Meloni
Manifestazione da piazzale Lodi al Politecnico: applausi e colpi di clacson dagli automobilisti in coda. La presidente del Consiglio ritratta nelle vesti di una gerarca fascista. In piazza anche Paolo Romano











