Spazi verdi, murales e asphalt art. Ostiense ha una nuova faccia, ma senza dimenticare la sua memoria industriale. Nel quartiere romano, un progetto di rigenerazione urbana celebra il passato operaio attraverso l’arte, mettendo al centro le figure femminili che ne hanno attraversato la storia.

Il quartiere romano dell'Ostiense assume un volto nuovo con un progetto che unisce arte pubblica, memoria storica e cura del territorio

L’iniziativa è firmata Brightstar e si chiama DOTS. Connecting Ostiense. L’azienda, che ha sede proprio nel quartiere, dopo le operazioni al Casilino Sky Park di Roma e al Tunnel Boulevard di Milano, ha scelto di concentrarsi nel contesto urbano in cui opera. E lo ha fatto con un insieme di opere d’arte che si snoda dalla Piramide Cestia fino a via del Porto Fluviale, passando per viale del Campo Boario, piazza Bottego e via delle Conce. Il tutto è stato realizzato con il patrocinio del Municipio VIII, curato da Industrie Fluviali con il coordinamento di LifeGate e Polimera.

Le opere sono firmate da street artist italiani di fama internazionale. Come Geometric Bang, all’anagrafe Mattia Botta, che con i suoi riquadri narrativi geometrici e astratti ha ricoperto il tratto murario di via del Porto Fluviale, dipingendo ritratti di memoria industriale con un’attenzione particolare alle donne: come le operaie del Lavatoio Lanario, le lavoratrici della Saccheria Sonnino e della società romana del formaggio pecorino. Figure femminili al centro anche delle Telegrafiste di Moneyless (Teo Pirisi), un’opera che, ispirata ai binari e al telegrafo, ricorda le prime assunzioni femminili in massa durante la Seconda guerra mondiale.