Banche e assicurazioni occidentali stanno di fatto finanziando l’offensiva israeliana a Gaza attraverso la loro attività di intermediari per l’acquisto di titoli di Stato. Secondo una inchiesta della piattaforma di giornalismo investigativo Follow The Money, a firma Siem Eikelenboom e Casper Rouffaer, le attività di alcune banche come Deutsche Bank, BNP Paribas e Allianz si intrecciano con le attività dello Stato di Israele impegnato nella guerra con Hamas dal 7 ottobre 2023, dopo il massacro firmato dalla fazione armata islamista. “Giganti finanziari, tra cui la tedesca Allianz e importanti banche, potrebbero aver violato le linee guida aziendali sui diritti umani acquistando o negoziando titoli di Stato israeliani mentre il Paese combatte la guerra a Gaza”, scrive la testata, ricordando che il numero di titoli emessi e venduti è “aumentato vertiginosamente negli ultimi due anni, attirando le critiche di organizzazioni della società civile, parlamentari europei e della principale esperta Onu sui diritti dei palestinesi”, Francesca Albanese, “man mano che la guerra in Gaza si intensificava”.

Allianz è di gran lunga il maggiore acquirente, con 960 milioni di dollari acquistati attraverso la controllata statunitense Pimco, secondo un’analisi condotta dal gruppo olandese di ricerca finanziaria Profundo. Non solo: sette grandi banche agiscono come intermediari, sottoscrivendo i titoli per conto del governo israeliano. Si tratta di tre istituti statunitensi (anche Goldman Sachs e Bank of America) e tre in Europa: Deutsche Bank, BNP Paribas e Barclays.