Due anni fa il terribile pogrom del 7 ottobre che ha dato inizio, o almeno così è sembrato, al drammatico cambiamento del Medio Oriente. Due anni fa, a quest’ora, ascoltavamo con orrore le notizie provenienti dai confini con la Striscia di Gaza, chiamavamo gli amici in Israele per averne notizia, cominciavamo a percepire con fatica che il mondo da allora sarebbe stato diverso. Un atto di terrorismo gravissimo, con tanti morti assassinati, tanti ostaggi, il trauma dell’intero Paese. Un atto senza nessuna possibilità di essere interpretato come un atto di resistenza legittima. Una mattanza. E in questi due anni il mondo è effettivamente cambiato. Abbiamo assistito in diretta a quello che viene ormai definito dai più come un genocidio, oltre sessantamila morti a Gaza, abbiamo visto la proclamazione della forza assoluta da parte di quella che consideravamo l’unica democrazia del Medio Oriente, abbiamo dovuto confrontarci con immagini che non avremmo mai pensato di vedere (colpa nostra, perché possiamo vederle in molte altre parti del mondo, a cominciare dall’Ucraina aggredita dai russi), abbiamo visto gli effetti della fame indotta quando appena a pochi metri di distanza marciscono i rifornimenti alimentari bloccati.
Gaza, come è cambiata la storia dopo due anni di massacri
Oggi a essere condannata è una intera Nazione senza distinzione tra chi sostiene la guerra e chi no











