LONDRA – Potrebbero bastare le cifre a riassumerne la drammaticità: 1200 israeliani morti e 250 presi in ostaggio nel giorno in cui è cominciata, 800 soldati israeliani uccisi e 20 mila feriti, 66 mila palestinesi uccisi e 150 mila feriti, 2 milioni di palestinesi sfollati, l’80 per cento degli edifici distrutti o danneggiati. È il parziale bilancio della guerra di Gaza, che compie oggi due anni fra accuse di genocidio a Israele, manifestazioni di protesta in tutta Europa in difesa della Palestina, l’arresto della Flotilla internazionale di aiuti umanitari nelle acque di Gaza e il riconoscimento di uno stato palestinese da parte di una dozzina di Paesi occidentali. Il conflitto più lungo nella storia di Israele, forse vicino a concludersi proprio nel suo secondo anniversario grazie al piano di pace presentato da Donald Trump. Ecco i momenti salienti di 24 mesi infernali.

L’antefatto

Lunga 40 chilometri e larga 11, occupata e colonizzata per due millenni insieme al resto della Palestina, prima dagli antichi Romani, poi da sultani musulmani, quindi dai Crociati cristiani, infine per secoli dall’Impero Ottomano e da ultimo, dopo la Prima guerra mondiale, dall’Impero britannico, in seguito la Striscia di Gaza appartiene all’Egitto, dal 1948 al 1967, così come la Cisgiordania negli stessi vent’anni fa parte della Giordania. Nel 1948 la risoluzione dell’Onu sulla divisione della Palestina in due stati, uno per gli arabi (che rifiutano), uno per gli ebrei (che accettano), aveva scatenato una guerra fra cinque Paesi arabi e il neonato stato di Israele, vinta da quest’ultimo, che conquistava così più della metà della Palestina del Mandato Britannico, a eccezione appunto di Cisgiordania e Gaza.