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A due anni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre del 2023 Israele ha cambiato il Medio Oriente. Ha iniziato una guerra nella Striscia di Gaza in cui ha ucciso 66 mila persone, di cui l’80 per cento civili, e ha distrutto o danneggiato il 90 per cento degli edifici. È stato credibilmente accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità. Ha anche avviato operazioni militari contro praticamente tutti i suoi vicini: Libano, Iran, Siria, Yemen, Qatar.

Alcune di queste operazioni sono stati grossi successi e hanno consentito a Israele di distruggere o indebolire i suoi nemici. Ma non è davvero possibile dire, al momento, che abbia raggiunto gli obiettivi che si era dato dopo il 7 ottobre. Non è nemmeno chiaro se la distruzione di Gaza e gli attacchi contro vari paesi del Medio Oriente abbiano reso Israele più sicuro, come sostiene il primo ministro Benjamin Netanyahu.

Gaza

Dopo l’attacco del 7 ottobre, in cui Hamas ha ucciso più di 1.100 persone, Netanyahu ha sempre definito l’obiettivo della guerra a Gaza con due parole: «vittoria totale». Netanyahu intende due risultati separati.